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Il vecchio sedeva nella seggiola davanti alla finestra.
Amava guardare il tempo passare fuori, inventando storie su ciò che vedeva.
Quello che vide fu il furgone del latte che, puntuale come ogni mattino, lasciava due cartoni pieni di bottiglie davanti all'emporio del Signor Smith.
Alcune persone camminavano vicine, i vestiti eleganti. Una donna indossava scarpe con il tacco alto, davvero scomode da come muoveva i piedi.
L'uomo più grasso sudava nel vestito azzurro.
"Vanno tutti a casa della vedova Brown" - pensò.
Vide la Signora Edwards che teneva per mano i suoi due figli come se portasse a spasso dei cani.
Li lasciò alla fermata dello scuolabus dopo averli baciati entrambi sulla testa. Prima di girare l’angolo mandò loro un ultimo sguardo.
Vide arrivare lo scuolabus che si fermò, aprì le porte. Il bambino più grande spinse dentro il più piccolo, poi l'autobus ripartì.
Si alzò, prese un bicchiere dallo scolapiatti, aprì la porta dal frigo e cercò la bottiglia del latte.
Riempì il bicchiere ma non troppo, ché voleva portarselo alla finestra.
Quel poco che rimaneva sul fondo della bottiglia lo bevve in pochi sorsi. Il pomo d’Adamo saliva e scendeva tra i tendini del collo magro come la palla in una grondaia.
Mise la bottiglia nel cestino dei vuoti a rendere. Tornò alla finestra con il bicchiere in mano e si sedette.
Arrivò una macchina straniera, nera, lunga. Dai finestrini non si poteva vedere dentro, tanto erano lucidi e davano, col resto, l'impressione di essere parte di un enorme scarafaggio.
La macchina non andava molto veloce. -Forse chi è dentro sta guardandosi in giro - pensò.
Portò il bicchiere alle labbra, bevve un sorso.
La macchina rallentò ancora, poi si fermò davanti alla sua casa, vicino al marciapiede, a pochi passi dalla cassetta delle lettere.
Si aprì la portiera dell'autista, ne uscì un uomo alto vestito di grigio.
Levò gli occhiali scuri che aveva sul naso, li mise nel taschino della giacca. Poi si avvicinò alla sua cassetta e si abbassò per leggere il nome. Il vecchio posò il bicchiere sul davanzale, alzandosi in piedi.
L'uomo guardò a destra e a sinistra, fece un cenno verso la macchina e si diresse deciso verso la porta.
Stava camminando sul suo vialetto, con la stoffa dei pantaloni a sfiorare i petali delle viole.
Il vecchio andò in salotto, staccò il fucile che aveva appeso sopra il camino.
Per farlo dovette salire sulla seggiola. Così prima tolse le ciabatte, poi si appoggiò allo schienale per tirarsi su.
Non andava più a caccia da quando lo avevano operato al ginocchio, ma il fucile era sempre oliato e pronto.
Suonarono alla porta, un suono breve.
Scese dalla seggiola aiutandosi con il fucile come fosse un bastone, infilò i piedi nelle ciabatte e aprì uno sportello del mobile di legno scuro. Prese una scatola di metallo.
Betsy la usava per i fili del ricamo. Quando lei era morta, aveva fatto sparire tutto in un cassetto e ora la usava per le cose personali.
Un coltello da pesca, degli elastici, due pipe di radica, il biglietto della finale dei Dodgers del 72, un orologio fermo pescato nel fiume, una foto di Betsy davanti alle cascate del Niagara e le pallottole.
Betsy aveva un vestito a quadretti rosa e bianchi, in testa un fazzoletto blu, sorrideva.
Dalla porta un altro suono più lungo e una voce: -Signor Barry, è in casa?-
Aprì il fucile sul ginocchio come si fa per spaccare i rami secchi, prelevò due pallottole e le fece scivolare nel caricatore. Lo chiuse, rimise a posto la scatola, si avviò verso la porta.
Ficcò il fucile nel portaombrelli, -A portata di mano - pensò.
Afferrò la maniglia e aprì..
L'uomo, che pareva ancora più alto, indietreggiò di un passo.
Il vecchio domandò: "Desidera?"
L'uomo infilò una mano nella giacca, tirò fuori un biglietto bianco e glielo porse. C’era scritto qualcosa al centro.
-Non ci vedo - disse lui senza accennare a prenderlo
-Non importa - rispose l’uomo, -Conosce la famiglia Brown?-
Il vecchio aspettò prima di rispondere, non gli piacevano gli stranieri. Poi gli venne in mente il cane.
Un collie che abbaiava per tutto il giorno e anche la notte, a volte.
-Abitano al prossimo isolato, in una grossa casa rossa - rispose e aggiunse:
-Hanno il cane nel giardino-.
L'uomo rimise il biglietto nella giacca, portò due dita sulla fronte in segno di saluto e tornò alla macchina.
Il vecchio chiuse la porta, tornò a sedersi vicino alla finestra. La macchina ripartì in direzione dei Brown.
Prese il bicchiere dal davanzale, il latte era ancora freddo.
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