da "Il gioco dei moventi "

ediz.Tracce

Stefano Iatosti

il lido, silenzioso e nudo,
e' cosparso d’anonimi detriti.
La torre dei normanni ha vecchi muri
Scarniti, incrostati di salso.

Ristagna l’acqua nelle pozze torbide
O filtra in sottilissimi canali
Fra scogli accidentati, attorno ai quali
Una ricerca minuziosa è incorso.

La torre dei Normanni deperisce
Sotto un cielo livido e impietoso,
ma ignori l’incombenza dei minuti,
assorta ne frantumi la cadenza.

Cosi' ti pare, almeno, e gia' declina
La fervida stagione dei commiati:
nelle tue dita un pugno di calcarei
gusci inanimati.
Perdere te e' incontrare la tua idea,
il tuo riflesso, l’eco della voce,
la cadenza sommessa, la sottile
complice indulgenza, dialogare
fitto,febbrile indugio,
sotterranea coscienza
di sconfitta. Ritrovarti
e' solo il rifugio, l’assenza,
il silenzio d’amarti,
il gioco dei rimandi,
l’incoscienza.